{"id":2386,"date":"2011-10-16T13:17:55","date_gmt":"2011-10-16T12:17:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.train-passion-pocher.com\/?p=2386"},"modified":"2026-02-16T13:48:55","modified_gmt":"2026-02-16T11:48:55","slug":"biographie-darnaldo-pocher-italien","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.train-passion-pocher.com\/?p=2386","title":{"rendered":"Biografia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.train-passion-pocher.com\/?page_id=7\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"francais\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/francais-150x94.png\" alt=\"francais\" width=\"25\" height=\"15\"><\/a> <a href=\"https:\/\/www.train-passion-pocher.com\/?p=2390\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"allemand\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/allemand.jpg\" alt=\"allemand\" width=\"25\" height=\"15\"><\/a> <a href=\"https:\/\/www.train-passion-pocher.com\/?p=2388\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"anglais\" src=\"..\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/anglais.jpg\" alt=\"anglais\" width=\"25\" height=\"15\"><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Arnaldo Pocher nasce a Trento il 22 settembre 1911 da Giuseppe ed Ottavia, in famiglia oltre a Lui il fratello maggiore Luigi e le sorelle Giulia e Maria.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>A soli 3 anni, alla vigilia della prima guerra mondiale resta orfano di padre. In conseguenza dell\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia il Trentino \u00e8 ormai in prima linea ed anche la famiglia Pocher viene sfollata a Mittendorf, ove per malattia muore Maria. All\u2019epoca pur bambino, Arnaldo non dimenticher\u00e0 la sorella ed in et\u00e0 adulta le dedicher\u00e0 un toccante ricordo.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel primo dopoguerra rientrato a Trento compir\u00e0 il suo percorso scolastico che completer\u00e0 con la scuola per incisore ed orafo.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1927, completata la sua formazione, raggiunge a Torino il fratello Luigi che ha intrapreso un attivit\u00e0 piccolo industriale elettrotecnica, ben presto per\u00f2 lo vediamo attivo nel suo campo presso la prestigiosa incisoria Villarboito. Arnaldo Pocher non dimenticher\u00e0 mai la sua citt\u00e0 d\u2019origine, Trento, cui rester\u00e0 sempre profondamente legato: lo testimoniano anche le poesie, i bozzetti ed i quadri dedicati ai monumenti e scorci della citt\u00e0 natale.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1935\/36 l\u2019impatto colla guerra d\u2019Africa: l\u2019invasione e la conquista dell\u2019Etiopia; nonostante il dramma non manca in Pocher l\u2019interesse e l\u2019attenzione per una, per Lui, nuova realt\u00e0 umana, culturale e storica.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1937 sposa Germana Ormea che, alla vigilia del Natale del 1939, muore, poco pi\u00f9 di un mese dopo aver dato alla luce la figlia Maria Pia.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Verr\u00e0 richiamato alle armi nel 1939 e nel secondo conflitto mondiale lo troviamo impegnato in Francia e sul fronte Jugoslavo ed infine, nel 1943, in Sicilia.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nell\u2019immediato dopoguerra sposa la cognata Maria Pia Ormea, sorella di Germana. Nel 1948 la scoperta del modellismo ferroviario e l\u2019inizio della sua attivit\u00e0 produttiva. La moglie Maria Pia sar\u00e0 la prima collaboratrice del Maestro, ne sar\u00e0 al fianco per i suoi circa quarant\u2019anni di attivit\u00e0 e dopo la sua tragica morte, avvenuta in un incidente stradale nel dicembre del 1989, ne diverr\u00e0 tenace custode della memoria presso il mondo fermodellistico italiano ed europeo. A Lei dobbiamo l\u2019onore dell\u2019intitolazione del Gruppo Fermodellistico di Trento alla memoria di Arnaldo Pocher<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Anche la figlia Maria Pia fin dai primissimi anni 50 \u00e8 coinvolta nell\u2019attivit\u00e0 del padre e dal 1962 si affiancher\u00e0, nell\u2019attivit\u00e0 di famiglia, il di Lei marito Adelmo Canali. Figlia e genero saranno quindi collaboratori del Maestro fino al termine della sua attivit\u00e0.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1953 Pocher annuncia in modo originale e simpatico la nascita della seconda figlia, Anna, che seguir\u00e0 una strada completamente diversa in campo artistico, con una brillante carriera nel mondo della Danza e del Teatro.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Arnaldo Pocher \u00e8 personalit\u00e0 artistica poliedrica: lo dimostra la sua produzione di vario genere nel campo figurativo, anche d\u2019ispirazione storica e vedutistico.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>All\u2019origine di ogni produzione di Arnaldo Pocher troviamo l\u2019ispirazione, il sogno, lo stupore, la curiosit\u00e0; scopriamo cio\u00e8 l\u2019artista ed i legami e le relazioni coi suoi amici: i modellisti ferroviari.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Arnaldo Pocher non sar\u00e0 mai \u201cun industriale\u201d rester\u00e0 sempre un artigiano, un artista, un modellista appassionato\u2026 senza segreti per i suoi amici.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1959 Italo Briano (padre del fermodellismo in Italia ed editore-direttore della rivista Italmodel Ferrovie da Lui fondata nel 1951 e diretta fino al 1974) presentava l\u2019attivit\u00e0 e la produzione di Pocher rimarcando il suo inizio \u201cartigianale\u201d nel 1948-49\u2026 \u201cEgli presentava le sue prime realizzazioni agli amici che gli domandarono di produrle in piccole serie\u201d. Pocher lavorava nella soffitta di casa coinvolgendo la famiglia (in primis la moglie Maria Pia che collaborer\u00e0 col Maestro tutta la vita). Solo nel 1952 nasce la \u201cMicromeccanica Pocher e Muratore\u201d s.n.c.; secondo Briano, Pocher resta, nel suo spirito, l\u2019artista, il modellista, mentre Muratore \u00e8 \u201cl\u2019uomo coi piedi per terra\u201d attento al bilancio ed alle esigenze di mercato.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><em>\u201cPer me il modellismo \u00e8 vera poesia perch\u00e9 non \u00e8 altro che ispirazione.Non ho orario quando lavoro, non conosco giorni festivi. Sono all\u2019opera quando ne sento il bisogno: talvolta mi alzo in piena notte per non lasciare cadere un\u2019ispirazione- Non ho mai anteposto il fattore guadagno a quello di una incondizionata soddisfazione per la riuscita di un modello, cercando di fare ben pi\u00f9 di quanto sia richiesto&#8230; Ho finito quello stampo a mezzanotte e sono tornato a casa cantando!\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>I vagoni con gli operatori addetti allo scarico e l\u2019\u201canimazione\u201d delle relative operazioni con ingegnosi meccanismi\u2026<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il vagone merci con l\u2019operatore affacciato alla porta appoggiato alla barra di sicurezza&#8230;<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il Bagagliaio svizzero carico di biciclette e valige\u2026<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>I deliziosi spazzaneve con l\u2019operaio che sparge il sale&#8230;<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Le scale e le piattaforme di manutenzione della linea aerea con i tecnici al loro posto.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Ed ecco allora i modelli delle carrozze della CIWL (la mitica Compagnia internazionale dei Vagoni Letto e dei Grandi Espressi Europei \u201cOrient Express\u201d in primis), dalle affascinanti carrozze ristorante in Teak, alle eleganti Pullman in avorio\/blu e le, allora modernissime, carrozze letti P (in acciaio inox) le severe ed eleganti vetture Francesi, anni 30, della PLM ed infine, modello per la prestigiosa casa fermodellistica svizzera \u201cMetropolitan\u201d l\u2019elettrotreno policorrente delle FFS: Rae II utilizzato dal 1961 al 1984 per i prestigiosi servizi TEE.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nei modelli di locomotive, impreziositi da particolari in fusione di ottone, e carrozze dell\u2019epoca rivive il mito del \u201cWest\u201d americano.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>E non solo treni, ma anche aerei ed auto d\u2019epoca: la riproduzione dei Fiat G91 T e R della nostra Aeronautica militare.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il modello in 1\/8 della Fiat F2, vincitrice del Grand Prix di Francia del 1907: ben 823 pezzi realizzati in plastica, ottone, acciaio, ferro, rame, alluminio, cuoio, legno e gomma, realizzato nel 1966.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1981\/83, con la preziosa collaborazione del genero Adelmo Canali, la mitica \u201cITALA\u201d del viaggio Parigi-Pechino del 1907: 600 particolari in fusione di peltro, ottone,rame, pelle, plastica.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il modello della locomotiva del record (331 km\/h nel 1955!!): la CC7107 della SNCF centinaia di piccoli particolari, pezzi staccati montati con estrema cura impreziosiscono questo piccolo capolavoro che cela all\u2019interno una innovativa e sorprendente motorizzazione: basata sull\u2019utilizzo di giunti centrifughi a frizione permette una fedele riproduzione della gradualit\u00e0 delle fasi di accelerazione e frenatura.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Un prototipo di cambio innovativo per bicicletta.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>I modelli di alcuni macchinari bellici progettati da Leonardo da Vinci.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>In campo fermodellistico i segnali semaforici con reale influenza sulla marcia dei piccoli treni ed il sistema di binari e scambi con massicciata realistica e rotaie in profilato brunito, all\u2019epoca, siamo nei primi anni 50, senza eguali. Suoi i primi binari fermodellistici con terza rotaia \u201cnascosta\u201d a punti di contatto o con la stessa \u201cquasi invisibile\u201d perch\u00e9 sostituita con sottile filo d\u00ec acciaio.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>A partire dal 1961 le accurate riproduzioni in scala 1\/13 delle auto Fiat modelli promozionali realizzati per incarico della casa automobilistica torinese.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>La preziosa riproduzione della BAYARD, la locomotiva della prima ferrovia italiana (1839), la Napoli-Portici. La doratura mette in evidenza l\u2019accuratezza della riproduzione.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il carro caricato con la testa di cavallo in bronzo vera e propria scultura in piccolo. Il carro per i 25 anni della FIMF per la quale aveva creato, al suo sorgere, il caratteristico distintivo.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il treno merci nelle mani di Pocher non \u00e8 mai anonimo grazie alla tipologia dei carri riprodotti ed alla variet\u00e0 dei carichi dei carri scoperti.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>I multicolori carri per trasporto birra o gli Isotermici o Refrigerati delle compagnie del Nord Europa, lo trasformano in una nota di colore.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>La carrozza del circo Barnum \u00e8 un vero e proprio quadro viaggiante. Alcuni fregi sono vere e proprie opere di finissima arte incisoria, altre decorazioni rivelano l\u2019altra grande passione e dote di Arnaldo Pocher, la pittura; i manifesti turistici che s\u2019intravedon negli scompartimenti delle \u201cLetti\u201d e la decorazione della carrozza del circo Barnum non sono altro che la riproduzione in piccolo di acquerelli e dipinti del Maestro.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>La carrozza del presidente americano Lincoln ed il suo particolarissimo rodiggio (ben quattro carrelli riuniti in due complessi articolati).<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>La vettura ristorante della CIWL teatro dell\u2019armistizio Franco \u2013 Tedesco nei due conflitti mondiali.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>I figurini militari ed i relativi schizzi di studio; l\u2019Eroe dei due mondi; i preziosi cannoni d\u2019epoca, raffinate riproduzioni in ottone e legno.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>I creativi ed originali \u201cquadretti tridimensionali\u201d d\u2019ispirazione storica, ma non solo, in cui fondeva la sua passione modellistica ed incisoria con la pittura.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>La Panzer Triebwagen, l\u2019autoblindo su rotaia, il Panzerwagen, il carro \u201darpione\u201d per distruggere il binario,<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>l\u2019aereo francese Caudron del primo conflitto mondiale,<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>a tanti strumenti di morte non manca per\u00f2 un segno di speranza: il locomotore diesel americano Withcomb \u201cTruman\u201d simbolo della ricostruzione e di nuova speranza.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Agli inizi della sua attivit\u00e0 lo troviamo come collaboratore di Italmodel descrivere i suoi \u201dsegreti\u201d sulla rivista, partecipe entusiasta al primo congresso del 1951 promosso da Italmodel, lo vedremo collaborare attivamente al nascere dell\u2019associazionismo fermodellistico<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>sia a livello locale (Gruppo Fermodellistico Torinese) che nazionale (Federazione Italiana<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Modellisti Ferroviari, FIMF).<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Lo sviluppo della attivit\u00e0 produttiva non lo allontaner\u00e0 dalla vita \u201csociale\u201d Fermodellistica Italiana ed Euopea (MOROP).<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Ricordiamo che Pocher realizz\u00f2 il bozzetto dei distintivi del congresso del 1951 e della FIMF (la ruota e la ruota alata ancora oggi utilizzati ed attuali).<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Per i suoi meriti nel 1976 sar\u00e0 nominato dalla FIMF e dalle FS \u201cMaestro modellista\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1999, un altro Maestro Modellista, il torinese Sartori-Borotto ricordava Pocher, a dieci anni dalla morte, come un modellista generoso, assolutamente non geloso delle sue indubbie capacit\u00e0 e che regalava agli amici del Gruppo Fermodellistico Torinese non solo consigli ma anche i suoi modelli. Ricordiamo che il gi\u00e0 citato \u201dcarro celebrativo del 25\u00b0\u201d sar\u00e0 donato da Pocher a ciascuno degli allora 850 soci!!!<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Allo stesso tempo Pocher era molto attento e curioso di conoscere idee e proposte di altri modellisti per trovare nuova ispirazione al suo lavoro e rispondere sempre meglio alle richieste dei modellisti (non di un anonimo mercato).<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Alcuni esempi:<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>1951 Su Italmodel Briano parla di segnali\u2026 subito Pocher presenta le sue realizzazioni.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Al congresso del 1951 viene lamentato lo scarso realismo dei binari modellistici dell\u2019epoca specie quelli a tre rotaie. E subito Pocher presenta la sua linea realistica con massicciata a due rotaie e con terza rotaia pressoch\u00e9 invisibile o totalmente nascosta.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>1954 Italmodel solleva la necessit\u00e0 della pulizia dei binari mediante appositi carri. Alla Fiera di Milano (aprile \u201854) Pocher presenta il suo prototipo.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>1955 Compaiono su Italmodel i disegni del carro\/spartineve e del carrello\/scala per la manutenzione della Linea Aerea. Alla Fiera di Milano Pocher ne presenta i modelli.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>1987 Sulla Rivista mensile \u201cMondo Ferroviario\u201d compare la foto di un curioso serbatoio d\u2019acqua: gi\u00e0 sul numero successivo Pocher ne presenta la riproduzione in miniatura. E non manca di benevola ironia\u2026<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1952 la prima significativa tappa: in societ\u00e0 con il Sig. Muratore (che si occuper\u00e0 della parte amministrativa e commerciale) fonda la \u201cPocher Micromeccanica S.N.C.\u201d: binari, scambi e segnali, prodotti secondo tecniche costruttive innovative, costituiscono le prime rilevanti produzioni. Nel 1953 si aggiungono le prime riproduzioni di carrozze e carri, la produzione ormai assume via via caratteristiche industriali senza perdere per\u00f2 le sue caratteristiche di cura artigianale del prodotto.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nello stabilimento di Via Foglizzo si passano ben presto i 30 dipendenti, la mano d\u2019opera \u00e8 pressoch\u00e9 interamente femminile, risalgono a questi anni i rapporti di stima profonda che Pocher nutre per le proprie dipendenti e che lo contraddistingueranno per tutta la sua attivit\u00e0 nella ditta.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>A partire dal 1955 il periodo d\u2019oro della Produzione Pocher che culmina nel 1963 con le prime riproduzioni di locomotori elettrici e locomotive a vapore.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Notevole il successo anche sul mercato all\u2019estero: Svezia, Germania ed anche Stati Uniti\u2026 nel naufragio del transatlantico Andrea Doria del 1956 and\u00f2 perduto anche una spedizione di modelli Pocher.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>La prestigiosa la rivista tedesca MIBA (MiniaturBahnen), nel 1998, 50 della rivista, ricorda in ogni numero con apposito articolo un\u201d Pioniere\u201d del fermodellismo: l\u2019unico italiano ricordato, nel numero di Marzo, \u00e8 Arnaldo Pocher nel terzo articolo della serie, immediatamente a seguito dei pezzi dedicati ai progettisti di Maerklin e Trix!<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Gi\u00e0 a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni 50, per garantire la piena attivit\u00e0 del personale e dei macchinari, alla produzione Fermodellistica vennero ben presto affiancate produzioni diverse nel campo dell\u2019oggettistica e del giocattolo;oggetti promozionali per la ditta Presbitero ed altre, le maschere carnevalesche con soggetto Disney, auto giocattolo anche filoguidate.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>E quindi dagli anni \u201860 nuove frontiere modellistiche: le riproduzioni dei cannoni d\u2019epoca e i modelli d\u2019auto. A partire dal 1961 e per oltre un decennio, FIAT affider\u00e0 alla Pocher la realizzazione dei modelli promozionali in occasione del lancio sul mercato dei nuovi tipi; la 1300 quindi la 850 e via via fino alla 132.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1963 la Pocher si trasforma in Spa e vede l\u2019ingresso nella compagine sociale della Rivarossi. La produzione fermodellistica si adeguer\u00e0 ben presto agli standard tecnici e commerciali della ditta comasca. A met\u00e0 anni 60 il trasferimento nella nuova sede di via Ambrosini: il numero dei dipendenti crescer\u00e0 sino a raggiungere, alla fine del decennio, le 120 unit\u00e0. Arnaldo Pocher anche nella nuova realt\u00e0 sociale non fa mancare il suo apporto creativo, la realizzazione dei bellissimi modelli delle locomotive e dei treni che fecero l\u2019epopea del West (Genoa &#8211; Reno &#8211; Bowker) e nel 1967 L\u2019Ale 803 unico modello elettrotreno\/elettromotrice Fs presente all\u2019epoca sul mercato.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Sempre a Pocher dobbiamo nel 1966 la realizzazione del primo modello in 1\/8 di auto d\u2019epoca la mitica FIAT F2. Il maestro indica cos\u00ec la strada che la produzione seguir\u00e0 dopo la sua definitiva uscita dalla societ\u00e0 avvenuta nel 1968. \u201cPocher\u201d rester\u00e0 marchio di propriet\u00e0 della Rivarossi.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>La produzione fermodellistica uscir\u00e0 dal catalogo ed i modelli verranno integrati nella normale produzione Rivarossi mentre il marchio Pocher contraddistinguer\u00e0 la produzione modellistica d\u2019auto d\u2019epoca: all\u2019Alfa 2300 8c del 1968 seguiranno la Rolls Royce, l\u2019Alfa gran Spider, la Mercedes Benz Cabriolet, la Bugatti; e di auto di prestigio: Porsche 911, la Ferrari Testarossa, la F40 e quindi anche di trattrici per autoarticolato: Volvo F12 e F16. Da via Ambrosini in seguito alla distruzione per incendio l\u2019attivit\u00e0 si trasferir\u00e0 a Collegno quindi a Brandizzo ed infine dal 1981, con la chiusura dello stabilimento piemontese, a Como.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il Maestro intraprende altre attivit\u00e0 nel campo del giocattolo ma non dimentica i treni: nel1972 con il marchio AR PO (ARnaldo POcher) produce accessori in scala N (1\/160).<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1975 il grande rientro. Sempre con il marchio AR PO, Arnaldo Pocher realizza, per la casa svizzera METROPOLITAN stupendi modelli in scala H0 di treni svizzeri e non solo.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Cessata nei primi anni 80 la collaborazione con la ditta elvetica, AR PO riprende l\u2019attivit\u00e0 nel 1985, sempre al suo fianco il genero signor Adelmo Canali: accessori in H0 e piccole serie di carri merce FS di squisita fattura, in lega di metallo nobile e legno: carichi di questi carri sono piccole opere d\u2019arte.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1987\/88 per la svizzera MCA di Lugano che diviene la distributrice dei modelli ARPO, realizza in fusione di peltro altri capolavori: il diesel \u201cTruman\u201d utilizzato dagli americani in Europa nel secondo conflitto mondiale, le autoblindo ferroviaria (Panzer Triebwagen) dell\u2019esercito tedesco ed il tram di Zurigo tipo 1930.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Per il 1988\/1989 pubblica un ricco catalogo di novit\u00e0: evidente la piena libert\u00e0 ed autonomia produttiva testimoniata dal riproporre alcuni \u201dtemi\u201d a lui cari: quattro diversi tipi di Spartineve, il curioso locomotore della Cumana, la automotrice armata Libli.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Per il 1990 annuncia la realizzazione in fotoincisione d\u2019ottone dei modelli dei locomotori E454 ed E492\u2026<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>&nbsp;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: large;\"><em>&#8230; ma questi modelli non vedranno mai la luce.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: large;\"><em>&nbsp;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Questa biografia \u00e8 tratta dal libro <\/em><em>: <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-size: large;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/wp-content\/gallery\/logos\/questo-sono-io-arnaldo-pocher.jpg\" alt=\"questo-sono-io-arnaldo-pocher\" width=\"410\" height=\"415\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Presentato da<\/em> :<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"font-size: large;\">Il Gruppo Fermodellistico e Feramatoriale \u00ab\u00a0Arnaldo Pocher\u00a0\u00bb di Trento<\/span><\/span><\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Questo libro, scritto dall&rsquo;amico Pietro Merlo, \u00e8 stato pubblicato con la partecipazione della Provincia Autonoma di Trento, in occasione del centenario della nascita del Maestro. \u00c8 unico nel suo genere perch\u00e9 \u00e8 in quattro lingue, arricchito da foto e riproduzioni varie, e ripercorre la vita di Arnaldo Pocher.<\/em><\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arnaldo Pocher nasce a Trento il 22 settembre 1911 da Giuseppe ed Ottavia, in famiglia oltre a Lui il fratello maggiore Luigi e le sorelle Giulia e Maria. &nbsp; A soli 3 anni, alla vigilia della prima guerra mondiale resta orfano di padre. 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